0 cose da sapere sulle sementi, Germinabilità dei semi, Vitalità dei semi, Temperature di germinazione, Sementi di varietà ibride F1, Sementi di varietà a impollinazione aperta, Il contenitore migliore per conservare i semi

10 cose da sapere sulle sementi

Posted on Posted in uncategorized

La stagione è finita e con essa, per quest’anno, sia la semina dell’orto sia l’autoproduzione delle sementi direttamente nel nostro orto. L’ultima semente che rimane ancora da collezionare è quella contenuta nelle zucche, che deve aspettare almeno novembre inoltrato per essere estratta dai frutti finalmente matura.

Con le nostre sementi è tempo di prepararsi a partecipare a qualcuno dei tanti incontri di scambio semi che si svolgono ormai in ogni parte d’Italia e a cui partecipano migliaia di piccoli orticoltori appassionati di varietà ortive introvabili, senza mai dimenticare che migliori saranno le sementi migliori saranno gli orti che otterremo.

Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c’è tra seme e albero. (Gandhi)

Ma cosa sono i semi? Come si conservano? Rispondiamo ad alcune domande comuni.

Il calendario semine che ti servirà anche come promemoria, per prendere apunti sui lavori nel tuo orto, lo trovi su Tomappo. Scarica gratis l’ app per Android o pure scarica gratis l’ app per iOS.

  1. Sementi, esseri viventi

Ogni seme è un essere vivente in stato di quiete. Anche se non sembra, perché non ha foglie e non si muove. Eppure respira, emette calore, distingue fra luce e buio ed elimina delle sostanze di scarto.

Insomma è in tutto e per tutto un essere vivente, destinato però a morire quando germoglierà per far vivere la nuova pianta a cui darà origine. Questo è importante da sapere per capire come meglio conservarlo vitale e dargli il migliore ambiente possibile finché non sarà posto in terra.

  1. Germinabilità

Una buona semente come tale deve essere germinabile. Cioè se messa nelle condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura germoglierà e darà vita ad una piantina.

Ci sono delle sementi, come quelle di alcune piante aromatiche (origano o timo) o fiori decorativi, che per germogliare hanno bisogno di luce e quindi non devono essere seminate coperte di terra. Basta appoggiarle sulla superficie del terreno e poi pigiarle per farle aderire. Altre sementi hanno invece bisogno di buio e quindi di essere interrate, come i fagioli.

  1. Vitalità

Purtroppo non basta che i semi siano solo germinabili, ma devono anche essere dotati di vitalità. Questa proprietà fa si che germoglino nei tempi più brevi possibili.

È una caratteristica importante perché quando le sementi sono nel terreno e non sono ricche in vitalità, restano lì senza germinare per troppo tempo e diventano preda di muffe o insetti. Inoltre che rispettino il loro naturale periodo di germinazione è importante per rispettare al meglio il calendario lunare.

La vitalità è determinata dall’età e dalla buona conservazione dei semi. Ma ogni seme ha pure il suo periodo di germinazione ed alcuni sono più veloci di altri.

Sicuramente fra i più “pigri a risvegliarsi” c’è il prezzemolo che impiega normalmente in più di 20 giorni, mentre i velocisti sono sicuramente endivia e ravanello che lo fanno in 2 giorni.

  1. Temperature di germinazione

Ogni seme ha bisogno per germinare di tre condizioni importanti: umidità, luce e temperatura adeguate alle sue richieste.

La temperatura ideale per la maggior parte di semi di ortaggi è in media sui 25° C., con agli estremi il sedano che ne vuole solo 20, ma solo di giorno e richiede invece la notte più fresca, e l’anguria che invece ne richiede almeno 35.

Il seme di ogni varietà di ortaggio reagisce in modo differente alle sollecitazioni del mondo esterno, segno che nonostante i secoli di domesticazione e selezione che hanno ricevuto dai contadini prima e ora dai genetisti, la loro natura originaria non è cambiata. Dovremmo quindi essere noi ad adattarci alle loro esigenze e prima di tutto conoscerle per favorirne la crescita.

  1. Sementi di varietà ibride F1

Quando si acquistano le bustine di sementi commerciali è ormai comune trovare sulla bustina questa denominazione accanto al nome della varietà. Le sementi ibride commerciali non sono qualcosa di moderno, esistono da tanti anni, e nemmeno sono qualcosa di negativo in sé.

Questa caratteristica indica principalmente due cose: che la pianta proviene dall’incrocio di due linee genetiche pure e che darà un prodotto molto omogeneo come forma, altezza, peso e sapore. Sicuramente indica anche che il seme che produrrà sarà un altro seme ibrido e questa volta non più uniforme.

Se si riseminano infatti dei semi raccolti da un pomodoro o da un melone ibrido F1, ad esempio, le piante che ne cresceranno, questa volta ibridi F2 cioè di seconda filiazione, saranno nella maggior parte dei casi una diversa dall’altra e forse nemmeno tanto produttive come la pianta madre.

Ecco perché è di solito sconsigliato riseminare gli ibridi. Errato invece è ritenere i semi degli ibridi non siano germinabili: lo sono alla pari degli altri non ibridi, solo potrebbero non possedere più tutte le caratteristiche alimentari e produttive della loro varietà.

  1. Sementi di varietà a impollinazione aperta

Sono invece il contrario degli ibridi, ovvero che i semi raccolti da queste varietà sono geneticamente stabili e conservano tutte le caratteristiche produttive delle piante madri e quindi sono riseminabili. Sono di solito anche vecchie varietà tradizionali e sono molto più economici delle sementi ibride perché più facili da coltivare.

Le vecchie varietà hanno il pregio di non essere state sottoposte a moderne tecniche di modificazione genetica, conservano sapori tradizionali, sono spesso più adatte alle coltivazioni amatoriali perché non hanno quelle caratteristiche utili invece al sistema di raccolta meccanizzata e alla frigoconservazione della grande distribuzione organizzata. E appunto permettono di coltivarsi da se anche la semente per il proprio autoconsumo.

Per sapere cosa e quando seminare – scarica gratuitamente la nostra app Tomappo (scarica l’ app per Android o pure scarica l’ app per iOS).

  1. Il contenitore migliore per conservarle

I semi spesso devono superare la prova del tempo, vivere ed essere conservati per anni prima di essere riseminati. Qual’è il loro migliore contenitore che le protegga in questo periodo di conservazione? Potrà sembrare strano ma i materiali che aiutano la conservazione sono sicuramente quelli più semplici: piccoli sacchetti di carta a loro volta contenuti in barattoli ermetici di vetro.

0 cose da sapere sulle sementi, Germinabilità dei semi, Vitalità dei semi, Temperature di germinazione, Sementi di varietà ibride F1, Sementi di varietà a impollinazione aperta, Il contenitore migliore per conservare i semi
Sacchetti di carta e vetro sono i migliori amici dei semi per la loro conservazione a breve termine

L’importante è che i sacchetti abbiano una buona tenuta e non disperdano semi.

Come evitare i tarli? Basta mescolare ai semi un poco di terra diatomacea non calcinata che agisce sia come essiccante sia come insetticida naturale.

E se avete spazio in un frigorifero, non in freezer sotto zero che li ucciderebbe, potete usarlo per riporre i barattoli di vetro. Ciò allungherebbe notevolmente la vita delle nostre sementi.

  1. Semi dormienti

Esistono semi che una volta raccolti non sono subito pronti a essere riseminati. È il caso di alcune piante aromatiche, come la salvia o la lavanda, o semi selvatici come quasi tutti quelli degli alberi selvatici il cui seme non germoglia se non sono passati alcuni mesi dalla raccolta.

Per accelerare questo processo di risveglio è sufficiente metterli in frigorifero e lasciarli per qualche settimana. Al termine la germinazione diventa normale. Lo stesso trattamento termico può funzionare per accelerare la germinazione di alcuni semi ortivi lenti: li si lascia in frigorifero qualche tempo prima di seminarli in terra o in semenzaio e si ottiene una più pronta e uniforme germinazione.

  1. Semi vivipari

Alcune sementi non sono veri semi in stato di quiete, ma veri e propri germogli vivi. E il caso del roscano, che invece del seme produce in effetti un piccolissimo germoglio, o il chayote, che è un seme molto grande all’interno del frutto e che non può essere separato da questo senza devitalizzarlo.

La vita di questi semi è di solito di pochi mesi a partire dal momento del distacco dalla pianta madre.

  1. Freezer per i legumi

Vi è mai capitato di mettere nei barattoli dei semi di pisello o di ceci e trovare dopo qualche mese una piccola truppa di insettini neri, i curculionidi, che se li stanno mangiando dal di dentro? Purtroppo questi insetti sono piccoli coleotteri che nascono da uova deposte quando i nostri legumi erano ancora sulla pianta.

Per sconfiggerli basta porre i legumi per qualche tempo nel freezer a -20° una volta secchi e raccolti.

I semi dei legumi a differenza dei semi più piccoli non si rovinano congelandoli, anzi il freddo uccide ogni tipo di parassita possano contenere e eviterà che le loro uova si schiudano. Un modo semplice ed efficace per combattere un comune parassita di tutti i legumi.

Per novità, tips & tricks, articoli interesanti, foto, ricette ed altro ancora… Segui Tomappo su Facebook  o pure seguici su Instagram.